Da qualche tempo, un nuovo cantautore ha fatto il suo ingresso sulla scena torinese, esibendosi da solo con la sua chitarra o accompagnato da una band, nei locali e nelle piazze della città. Chi ha iniziato a seguire Daniele Celona ha già imparato a conoscere un artista sofisticato e spontaneo, capace di alternare con disinvoltura rock sanguigno e struggenti ballate, lamento d’amore e invettiva sociale, memorie d’infanzia e malinconie solitarie. Fiori e Demoni, suo album d’esordio, è una raccolta ricca e immaginifica, violenta e delicatissima, dove languidi tramonti d’estate esplodono in scenari apocalittici da futuro post atomico, pronti a lasciare spazio alle ginocchia sbucciate dei giochi infantili o al tragico epilogo di una domenica allo stadio. Un album di piccole e grandi storie, ce