Apoptygma Berzerk
Rocket Science
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DatiRilasciato Gennaio 2009Formato CD Tipo New Millennium / Present Recensione inviata Domenica 27 Giugno 2010 Area Area Pop Durata 56:26 Numero di dischi 1 Data edizione 2009 Recensore Manuel Genere Pop Rock, Electro Pop RecensioneIn Italia non si parla molto degli Apoptygma Berzerk. Il progetto musicale di Groth è conosciuto ampiamente a livello underground, o forse sarebbe meglio dire era conosciuto, prima del cambio di rotta e della deriva commerciale, quando ancora produceva musica EBM di qualità, orecchiabile e coinvolgente. Se il nostro paese non ha mai riservato alla band un'accoglienza di massa come accade invece in Germania, vero nucleo di fedelissimi, è però anche vero che gli alfieri del filone più melodico e easy-listening dell'EBM hanno riscosso durante gli anni svariati consensi a livello, come dicevo prima, di nicchia, tra gli aficionados di questo particolare filone della musica elettronica, e nelle feste locali a stampo cyber i djs non mancavano mai di suonare qualche loro pezzo, come la tanto rinomata (e a ragione!) "Eclipse" o, andando ancora più indietro nel tempo, "Love Never Dies". Dischi come "Soli Deo Gloria", "7" o il più zuccheroso "Welcome To The Earth" rimangono comunque lavori seminali nel genere, alfieri di un suono più morbido rispetto alla furia industriale di Wumpscut o Front Line Assembly. Poi, con "Harmonizer", ci fu il patatrac: il passaggio a sonorità smaccatamente più commerciali, ma senza rinnegare l'impronta univocamente EBM della struttura dei brani. E poi, siamo scesi ancora più giù: dopo un "You And Me Against The World" che, tolto il singolone da cantare in macchina al sole "In This Together", non aveva molto da dire, eccoci a questo "Rocket Science". La band ormai ha cambiato genere, scimmiettando gli Orgy in un pastone di chitarre elettriche in powerchord su tappeti di tastiere dal vago sapore ottantiano a la New Order. Non ci sarebbe nulla di male nel cambio di genere: si richiede però della stoffa, che qui, ormai, non c'è più. Si fa fatica a riconoscere del talento in songwriting negli Apoptygma Berzerk odierni; la band di "Katy's Song" o "Eclipse" è ormai definitivamente tramontata. Il fine supremo e unico è la prostituzione del suono e l'aumento delle vendite: se poi effettivamente questo venga raggiunto o meno, sinceramente non lo so, ma ne dubito. Il disco in questione quindi, come il suo predecessore, presenta brani fruibili, orecchiabili sino al parossismo, da cantare a squarciagola nei momenti di spensieratezza, come il singolo "Apollo", che vi conquista, vi si insinua in testa, e, sebbene sia una copia spudorata di "In This Together", sortisce il suo effetto danzereccio e godereccio. Ma la sostanza, non c'è; aldilà delle ninna nanne e delle canzonette da 3 accordi e tastierine colorate, questa band non ha più nulla da dire. Non che il disco non sia divertente, ma è un'operazione troppo commerciale per i miei gusti; e, a parte il singolone d'oro, non ci sono momenti da segnalare per la capacità di distinguersi dal resto del materiale proposto. VOTO: 5
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