A Axiom Truths Denied
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Axiom

CD

Truths Denied

2009
Truths Denied

Segnalibro

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Dati

Rilasciato 2009
Formato CD
Tipo New Millennium / Present
Recensione inviata Domenica 27 Giugno 2010
Area Area Debut
Numero di dischi 1
Data edizione 2009
Recensore Manuel
Genere Technical Trash/Power Metal

Recensione

Amanti di Symphony X, Nevermore, Testament, Redemption e Megadeth, che non disdegnate qualche ripassata di sano e brutale death metal (leggasi Decapitated o Cannibal Corpse), fate meglio a fermare un attimo qualsiasi cosa stiate facendo in questo momento, perché state per leggere qualcosa che potrebbe veramente interessarvi. So che andate raccontando che vi piace il prog, ma non è vero: a voi piacciono la tecnica e la potenza, e nel disco in questione ce ne sono a tonnellate. Da ora in poi, se già non li conoscete, dato che non sono certo i primi coglioni che passano per strada (quello di cui vado a parlarvi è il loro terzo full-length e sono attivi dal 1996 e conosciuti anche in Giappone), aggiungete al vostro bagaglio musicale anche i nostrani Axiom. Gli Axiom sono una di quelle bands metal in tutto e per tutto. Non so se mi spiego. Leggi “trash/prog metal aggressivo”, leggi che questi vogliono spaccare il culo a tutti sia in studio che in live, ed è esattamente così: a loro questo interessa, questo dicono e questo fanno. Dopo avervi fatto una lista della spesa di alcune tra le band più famose in diversi ambiti (trash, power-prog e death), vi riassumerei la musica degli Axiom come segue: prendete strutture strumentali tecniche, veloci e tirate, di matrice power-prog-trash, metteteci sopra una voce growl incazzata nera e una pulita che la inframezza ogni tanto, condite il tutto con una batteria che picchia come un ossesso e con tastiere che sanno moltissimo di Symphony X e avete compreso già tutto prima ancora di ascoltare.

Una premessa è doverosa: il sottoscritto, come ha già affermato in altra sede, combatte invano da anni una crociata per spiegare alla gente che il progressive non è assolutamente questo, bensì il suo esatto opposto. Il progressive metal, derivato dal progressive rock creato che fu canonizzato più di 30 anni fa da nomi come King Crimson e Yes (dicono qualcosa?), si basa in primis sulla sperimentazione e la ricerca sonora, con lo scopo di trascendere le categorie dei generi e far progredire (di qui il termine) il rock verso lidi mai raggiunti prima, curando forma e contenuto in maniera quasi maniacale: tutto dev’essere perfetto e dev’essere realizzato nel miglior modo possibile. In ambito metal, le uniche tre band che hanno portato avanti quello spirito sono i Dream Theater (almeno fino a qualche anno fa), i Fates Warning e i Pain Of Salvation. Non i Symphony X, non tutte le altre band che infarciscono il proprio sound di cori e contro-cori e citazioni neoclassiche e puntano tutto sulla tecnica e la velocità. Quindi dissento, gli Axiom non fanno progressive e sicuramente non sono portatori di una cultura musicale con la quale io possa essere d’accordo: metal, metal e ancora metal, nelle strutture, negli stilemi, nelle liriche e pure nell’artwork (dove compare una modella di cosplay, Kurai The Dollfie, e si sa quanto il mondo del cosplay, dei videogames, dei fumetti, del fantasy e dei giochi di ruolo sia storicamente e indissolubilmente legato al metal. La musica degli Axiom è quanto di più lontano ci sia dalla mia (e da quella vera, aggiungerei senza snobbismo) concezione di progressive metal e dal mio rapporto con la musica, anche con quella estrema (disprezzo i metallari incalliti ma ascolto i Mayhem, ebbene sì). Ma siccome non sono qui soltanto per recensire da un punto di vista esclusivamente soggettivo e intimo, considero con piacere il tutto da una prospettiva più distaccata e oggettiva, cosa che ci si aspetta da me aldilà delle mie paranoie musicali. E poi diciamocelo francamente, se una cosa è ben fatta lo si riconosce a prescindere.

Ribadisco il concetto: gli amanti delle band che ho citato nella prima riga dovrebbero assolutamente procurarsi questo album, per due motivi principali: primo perché rispetta tutti gli stilemi da loro amati, secondo perché è veramente ben fatto. E’ ben suonato (a livello tecnico, non aspettatevi del calore però), ben prodotto, ha un bell’artwork e i musicisti sono bravissimi. Per questo scrivo e sottoscrivo che “Truths Denied”, da questo punto di vista, ha le palle. E’ roccioso, è granitico, è potente, in una parola sola è metal, e dà all’ascoltatore tutto quello che cerca, ripagandolo ottimamente dei soldi spesi. Visto da un’ottica obiettiva, il disco non fa acqua quasi da nessuna parte: unica nota dolente, la sua ripetitività; i brani si somigliano un po’ tutti e si fa fatica ad arrivare fino in fondo senza dire “ma dove sono rimasto?”. Per questo motivo fare un track-by-track è impossibile; tuttavia vi segnalo l’intro strumentale che è strepitoso, e brani come “Scar” (bellissimo pezzo, ottime le tastiere del simpaticissimo Lello Acampa), “Human Race” e “State Of Grace”. Se non posso dire “lunga vita al genere” perché non lo sopporto, posso dire però “lunga vita agli Axiom”, perché sinceramente mi piacciono addirittura più dei Nevermore e dei Symphony X (nonostante, ripeto, io non ami queste sonorità). “Truths Denied” mi ha trasmesso qualcosa, e credetemi ragazzi, se siete riusciti a colpire il mio gusto nonostante per me il progressive sia tutt’altro, vuol dire che siete bravi. Chi è avvezzo a questi stili, invece, dovrebbe smetterla di ascoltare le migliaia di band-burattine che vengono dagli States e dedicarsi a questa brillante realtà tutta italiana, poiché sforna prodotti ben fatti e che vi danno sicuramente soddisfazione (“Keep The Rain” è magnifica, perché non aumentate un po’ la dose di melodia nei prossimi lavori?Proposta personale, s’intende).

VOTO: 6,5

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