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DatiRilasciato Marzo 1999Formato CD Tipo Nineties / Past Recensione inviata Martedì 29 Giugno 2010 Area Area Rock Durata 1:06:50 Numero di dischi 1 Data edizione 1999 Recensore Manuel Genere Indie Rock, Alternative Rock RecensioneInnanzitutto il mea culpa: confesso di essermi avvicinato a questo disco molto tardi. Nonostante avessi acquistato la cassetta (ebbene sì, la musicassetta!!!) nel lontano 1997 di "Blur", non mi ero ancora liberato dell'idea che il gruppo fosse troppo brit-pop per i miei gusti e che quindi non avesse niente da offrirmi; sebbene avessi apprezzato i loro suoni lo-fi dell'album del '97, che ricordava quasi i Pavement, per me i Blur erano caduti nel dimenticatoio. A ciò aveva contribuito anche la creazione dei Gorillaz, con quel singolo d'esordio che ho sempre odiato con tutto me stesso e non sono mai riuscito a sopportare. Molto tempo dopo, quasi 10 anni più tardi da allora mi sono riavvicinato a questi tizi per sentire cos'avevano detto nel frattempo, mentre io non li ascoltavo più. Se già con l'omonimo disco si erano affrancati abbastanza dall'immaginario brit-pop. con questo disco, il successivo laconicamente intitolato "13", si lasciano decisamente tutto il passato alle spalle, rilasciando un disco variegato, sperimentale e precursore dell'ondata di sonorità indie che sarebbero poi seguite a partire dal successo degli Interpol in poi. Sia chiaro, i Blur non hanno niente a che fare con gli Interpol, fautori di una ripresa delle sonorità post-punk e "joydivisioniane"; ma se ascoltate "13" capirete che uno svariato numero di gruppetti indie-rock che circolano adesso non hanno solo appreso la lezione dei gloriosi anni '80 (The Smiths in primis) bensì hanno raccolto anche i frutti di sperimentazioni tentate dai Blur al turnover del millennio. Il disco si apre con "Tender" un brano che non poteva recar titolo migliore: è veramente tenero, delicato, immensamente corale; chitarra acustica, atmosfera da candele, un coro gospel e un alternarsi di Damon Albarn tra vocals delicate in falsetto e toni più gravi blues-country costituiscono l'ossatura di un pezzo che è già storia. La canzone è un inno all'amore e alla sua infinita (ahimè) potenza: "Come on, come on, come on/Love's the greatest thing". Segue la scatenata e furiosetta "Bugman", pezzo indie-rock ruvido e diretto, sulla falsariga della tanto adorata dai fans "Song 2", ma con una marcia in più, conferita da un intelligente uso dell'elettronica che guarnisce la struttura centrale del brano. Segue il singolo "Coffee & TV", che all'epoca uscì con un video molto divertente; il brano è convincente e deciso, un pastiche di atmosfere scanzonate tipiche del brit-pop di matrice beatlesiana e di tonalità alternative. La regola dell'alternanza vale anche in questo caso, e quindi il pezzo successivo, "Swamp Song", vede i nostri affilare di nuovo gli artigli e graffiare come nel caso di "Bugman" ma con un grado di sperimentazione maggiore. Da qui in poi il disco si fa devoto alla ricerca sonora, con una manciata di pezzi decisamente "strani" e avanti rispetto ai colleghi pop del 1999 (ovviamente le Loro Maestà Radiohead sono esclusi, non mi permetterei mai di dimenticarli né di avvicinarli a pivelli come i Blur). Da segnalare sono "Battle", col suo incedere ipnotico e alienante; "Mellow Song" che ritorna sui lidi lo-fi del precedente disco; "Caramel", un pezzo fortemente post-rock, che risente dei Mogway e degli ultimi Talk Talk; la conclusiva "Optigan 1", misterioso coacervo di suoni drone-ambient. Da non dimenticare anche la ballad "No Distance Left To Run", un po' più convenzionale rispetto ai pezzi che le si trovano vicini, forse anche per far respirare un attimo (giustamente) l'ascoltatore. Che dire, fa piacere vedere che i Blur non sono solo quelli di "Girls & Boys" che facevano guerra agli Oasis senza mai spuntarla; sono (o erano) molto di più, precisamente un gruppo con delle idee buone e con una vena sperimentativa giusta. Sicuramente, se non ci fosse stato "Ok Computer", questo disco non sarebbe nemmeno uscito. Ma è comunque bello sapere che sono stati in grado di fare qualcosa di buono e di interessante, e speriamo magari in una reunion che vada ancora aldilà di quello che hanno fatto finora, in pieno spirito avanguardistico. Voto: 7
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