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DatiRilasciato 1994Formato CD Tipo Nineties / Past Recensione inviata Lunedì 28 Giugno 2010 Area Area Rock Durata 52:39 Numero di dischi 1 Data edizione 1994 Recensore Ldf Genere Brit Rock RecensioneNon ci si aspetterebbe da un gruppo che si presume faccia del BritPop da un’angolazione diciamo “colta” un inizio così… sciocco. A dire il vero il gruppo si dirigerà molto presto verso un incrocio che racchiude sempre un “qualcos’altro”, ed e’ proprio questo altro che consacrerà i Blur oltre i confini dello stesso Brit. Una specie di strana irrazionalità li fa differire da qualsiasi altro gruppo del genere, ed è questa la loro forza in grado di dare brillantezza e vita alla loro musica. ParkLife è il terzo album pubblicato dal gruppo inglese nell’Aprile del 1994 e segue lo scarso successo di vendite del precedente album Modern Life Is Rubbish pubblicato nel 1993. La fama di Parklife si deve anche ai 4 singoli che diventano in breve tempo molto popolari anche per i loro suoni facilmente orecchiabili ed accessibili: “Girls & Boys”, “End Of a Century”, “ParkLife” e “To The End”. L’album addirittura ottenne 4 dischi di platino nel Regno Unito a testimonianza della sua immensa fortuna avuta sul mercato discografico. Ha debuttato al n°1 della UK Album Charts ed è rimasto in classifica addirittura per 90 settimane vincendo inoltre il Best British Album ai Brit Awards del 1995!! ParkLife continua a farsi preferire anche allo stesso “13” (l’album senza dubbio piu’ conosciuto dei Blur) che senza dubbio è piu’ maturo e completo ma non continua quella irrazionalità logica che connota il lavoro dell’aprile 1994. La ironia di ParkLife sarà in futuro “superata” dalla consapevolezza della band inglese di rappresentare un gruppo unico nel panorama del BritPop ed i Blur inizieranno a considerarsi molto sul serio a discapito della freschezza dell’album in questione. ParkLife non contiene ambizioni intellettuali e questo permette al gruppo di liberarsi da rigidità artistiche, anzi si divertono citando i Kinks, Beatles, Buzzocks, Jam, Bowie e gli amati Smiths fregandosene completamente della contemporanea rivalità con gli Oasis. Nessuno dei 4 membri dei Blur (Albarn, Coxon, James, Rowntree) è un mostro di bravura tecnica ed il solo Coxon forse lo diventerà anche se con esiti del tutto contraddittori. Ma la bravura tecnica non è ricercata né dal gruppo né dall’ascoltatore in ParkLife. Invecchia bene questo disco e resiste al tempo, nonostante questi ragazzi siano ormai diventati personcine rispettabili. VOTO: 7,5
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