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DatiRilasciato 2009Formato CD Tipo New Millennium / Present Recensione inviata Sabato 26 Giugno 2010 Area Area Debut Numero di dischi 1 Data edizione 2009 Recensore Manuel Genere Synth-Pop, Electro-Rock, Alternative Pop-Rock Recensione
Passa poco tempo dopo l'apertura del nuovo JamYourself, e ci arriva il promo degli italianissimi D-Synth in attesa di essere recensito. E noi provvediamo subito, con piacere. La proposta dei ragazzi, di cui non sto adesso a sciorinare l'interessantissima biografia (per questo vi rimando al loro myspace e al ben fatto sito internet), è un'efficace miscela di elettronica (ma del resto già il nome della band lo preannuncia) e rock, con intense venature pop, fresca, piuttosto diretta e fruibile. Il synth, onnipresente in tutte le 10 composizioni proposte sul disco, arricchisce notevolmente una struttura di base molto "chitarristica", basata su arpeggi acustici semplici e ritmiche elettrificate dirette e senza molti fronzoli. Del resto, già dalla biografia della band, si apprende come "Viola" e i suoi pezzi siano il risultato di un percorso artistico dialettico e mutevole, attraverso il quale le diverse influenze musicali dei membri sono riuscite ad amalgamarsi creando un'ottimo prodotto, che si è scelto di confezionare utilizzando solo ed esclusivamente la lingua italiana, per rafforzare "l'italianità" della proposta. Qualche accenno alle band "alternative" della scena tricolore, ovvero Verdena. Afterhours (ma secondo il sottoscritto più i primi che i secondi) e Subsonica, sia nell'utilizzo della strumentazione elettronica che nella stesura dei testi: a questo proposito il pezzo più esemplare è sicuramente "Ondelettroniche", diretto nel messaggio e nell'esecuzione e, per questo e per via delle troppo marcate influenze dei Subsonica, ancora molto acerbo. Ma del resto si tratta di uno dei primi pezzi scritti, e per questo palesa ancora una certa inesperienza e banalità. . Per fortuna gli altri brani risollevano il livello e dimostrano una notevole maturità compositiva: l'opener e title-track "Viola", "Eight" e soprattutto "Corpi in 4 quarti", a mio modesto parere il pezzo più bello del disco. E' lì infatti che la proposta si rende ancora più elettronica, e i synth iniziano veramente a mostrare i denti creando un ottimo ritmo quasi danzabile. Lo stesso dicasi del pezzo posto a chiusura, "Dov'è il senso?": ottima presenza dell'elettronica e ottime vocals di Ida, la cui voce dà il meglio di se proprio nei vocalizzi più dolci e meno aggressivi (contrariamente, cioè, a quelli del brano "Viola"). Accanto alla decisa e interessante proposta musicale va segnalato un sapiente uso delle liriche (eccezion fatta, come scrivevo sopra, per i pezzi più ingenui come "Ondelettroniche"), che, soprattutto nell'ultimo brano, mostrano una vena riflessiva e a tratti "esistenziale", che prende in esame il disagio del singolo all'interno della comunità. In conclusione, un buon disco, che, mi auguro, potrà aprire una strada non troppo in salita per i "D-Synth", che si meritano sicuramente, se manterranno un buon livello, un futuro in grande stile. VOTO: 7
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