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DatiRilasciato 2008Formato CD Tipo New Millennium / Past Area Area Debut Numero di dischi 1 Recensore Manuel Genere Pop RecensioneNelle mie mani c’è un digipack ben confezionato con una copertina coloratissima, all’interno del quale si trova un altrettanto colorato booklet in cui, oltre ai testi dei brani, si trova una poco convenzionale biografia della band in alcune lingue: italiano, hindi, russo, francese, spagnolo, inglese e cinese. E’ il disco di debutto degli Erem Davi Q, band romana dal nome insolito, che si presenta, come avrete capito dalla breve descrizione estetica del prodotto, in un modo altrettanto inusuale che incuriosisce non poco colui che si appresta all’ascolto. Mille ipotesi vorticano nella mia testa, su tutte quella che si tratti di una band veramente speciale e non convenzionale, portatrice di uno stile musicale assolutamente originale e particolare.
Premo play e ascolto l’opener “Equilibri-Squilibri”, un brano che spazza subito via le ipotesi appena citate, in quanto si tratta di un normalissimo pezzo di alternative pop-rock nostrano, che strizza qua e là l’occhio ai Baustelle; le melodie frizzanti, il ritmo sostenuto, la verve del batterista, però, lo rendono un brano piacevole e immediatamente memorizzabile. Lo stesso mood permane nella successiva “Nuovi Battiti”, che appare però ancora più zuccherosa e smaccatamente pop, tanto da chiamare in causa il sound di gente come Velvet e Finley; soprattutto i Velvet sembrano essere un termine di paragone assai azzeccato per la proposta musicale degli Erem Davi Q, il che non è assolutamente una cosa positiva. Con la coppia “L’impressione Che Ho” e “I Miei Eroi” abbiamo due brani più rilassati, di cui il primo è assolutamente trascurabile poiché non comunica niente, mentre il secondo si rivela essere un po’ più interessante anche in virtù della sua struttura strumentale leggermente più articolata. Ci sono momenti più sostenuti dove le chitarre mostrano un’impronta più rock e graffiante (“Prima Di Venire”, “Marilleva”, “Levin”) e momenti più introspettivi alla Kings Of Convenience (“Maidan”, “Videoillusione”, “Uccidere-Sorridere”), che hanno tutti come minimo comune denominatore l’intenzione di fare musica semplice, accessibile e profondamente umile. Un’intenzione che si è perfettamente realizzata nei brani del disco, che lascia un forte amaro in bocca: gli Erem Davi Q giocano a fare i misteriosi, svelano poco o niente di sé, si mascherano dietro un booklet poliglotta e un artwork colorato e stravagante e poi suonano un tipo di musica assolutamente piatto e privo di originalità, che talvolta chiama in causa persino i Luna Pop che furono. Eccetto “Equilibri-Squilibri”, che ascolto con piacere, sono addirittura portato all’irritazione da alcuni brani, come l’orrida “Elementi” o le conclusive “Problematica 767” e “Strade Bianche”, privi di mordente e di melodie interessanti.
Intendiamoci, non sto dicendo che il disco sia brutto: sto semplicemente dicendo che è inutile e non aggiunge nulla di apprezzabile alla musica. Complici, forse, anche le linee vocali forzatamente volte, nel timbro e nell’esecuzione, a ricreare il solito suono sentito e ri-sentito dei vocalist delle band citate sopra (Velvet, Finley, e direi pure Verdena). Se preferite l’apparire all’essere, procuratevi il disco perché è ben confezionato; ma se preferite l’essere, lasciate perdere: un bellissimo artwork non fa necessariamente un bel disco così come l’abito non fa il monaco.
VOTO: 5
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Commenti
(3)
...e poi in genere si mette nome e cognome alla fine di un'articolo no? Il sito riapre ufficialmente domani, quindi stiamo facendo dei test per verificare che tutto sia funzionante. La recensione è stata scritta dal nostro recensore capo Manuel G. e puoi vedere che è tra le sue recensioni nel profilo utente, ci stiamo attrezzando per mettere un link che rimandi dalla recensione alla pagina personale del recensore, oltre al viceversa che è già funzionante. Non entro in merito a questioni musicali, ma credo che ognuno sia libero di esprimere il proprio giudizio, positivo o negativo che esso sia. Ma era ubriaco quando scriveva?? No credo un'altro inutile critico che ascolta cose complicate che non aggiunge nulla di nuovo...buon tirmonacino!. Altresì offese gratuite non verranno tollerate di qui in avanti, anche perchè se non sbaglio nemmeno tu che commenti hai inserito il tuo nome e cognome, ma ti sei trincerato dietro ad un nickname report abuse
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scritto da Francescom84 , luglio 01, 2010
ho sentito le tracce del disco da internet, non sono d'accordo quanto ha scritto la critica...e poi in genere si mette nome e cognome alla fine di un'articolo no?
Votes: +1
La critica è gratuita e priva di motivazioni valide, con il discorso sopra riportato non hai più senso nulla, nel loro disco ci rivedo i subsonica, anche gli oasis, ma i velvet cristo santo! Ma era ubriaco quando scriveva?? No credo un'altro inutile critico che ascolta cose complicate che non aggiunge nulla di nuovo...buon tirmonacino! Un fan... Meglio i finti artisotidi che mettono la loro faccia come farebbero i finley però sono troppo ipocriti per non ammettere che alla fine sono uguali a loro, meglio coprirsi di un linguaggio fintamente intellettuale e sparare cazzate soggettive. report abuse
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Di solito quelle che da te sono definite "cazzate soggettive" sono le idee personali che ognuno di noi ha e che hanno alimentato la critica in ogni ambito (letterario, scientifico, musicale ecc.). Essere contro le opinioni soggettive degli altri è possibile, a patto che si argomenti ciò che si pensa, lo si faccia in una lingua comprensibile e dotata di punteggiatura (non ascolto i "Tirmonacino", come scrivi tu, anzi li odio proprio, e non mi piacciono nemmeno gli "artisotidi", che da come l'hai scritto sembrano più un composto chimico che una parola di un italiano martoriato; e l'ultima frase a leggerla tutta d'un fiato si rischia l'embolo senza capirci niente) e non si usi il computer come sfogo personale delle proprie frustrazioni.
Per me, in quanto ascoltatore di musica come ce ne sono milioni in giro (io non sono LA critica, come tu scrivi, la "critica", sostantivo femminile, indica TUTTO l'insieme dei critici e non un intervento singolo), il disco non vale molto e i cosiddetti "Velvet" (presumo tu ti riferisca ai Velvet Underground, ma anche qui, cara vecchia ortografia, dove sei finita) non ce li sento. Ci sento i Luna Pop, e la cosa non mi fa piacere.
Se ti va di mettere in ballo una discussione fruttuosa e interessante sull'argomento, abbiamo un forum a disposizione dove ognuno potrà dire la propria. Altrimenti, quando avrai studiato un po' di più la storia della musica e la lingua italiana, potrai sempre collaborare con noi come recensore. Saremo felice di accoglierti (amiamo i casi persi, la speranza da noi è sempre l'ultima a morire), a patto che tu accetti, pro bono pacis, che tutta la questione si basa, in fondo, sulle "cazzate soggettive", che fanno girare le fanzine di tutto il web. Pensa che mondo se tutti la pensassimo allo stesso modo e, per giunta, non sapessimo far altro che offendere gli altri senza argomentare le idee che abbiamo. Proprio come hai appena fatto tu.
Cari saluti
Manuel Ghilarducci