Recensione
Sono convinto al 100% che se dovessi chiedere a chi legge questa recensione se ha cliccato per il fatto che conosce il gruppo o perchè ha trovato il link in "Ghost Notes", la risposta sarebbe la seconda. Quindi, per rimediare alla prima mancanza, dato che questo cd non è finito a caso in questa rubrica, vedrò di fare del mio meglio nel parlarvi di questi Flash Terrorist e del loro "Body Fusion Limit".
Partiamo subito col dire che questa band semi sconosciuta è italiana e l'album in questione è del 1997. Ed è devastante. Nati nel 1991 in quel di Padova, questi ragazzi abbracciarono l'onda cyber-thrash/industrial che stava vendendo alla ribalta con gruppi cone Strapping Young Lad, Godflesh, NIN (per la parte più industrial) e Fear Factory, partorendo dopo alcuni anni il loro capolavoro, quel "Body Fusion Limit" che è stato pure il loro canto del cigno, pubblicato per un'etichetta discografica che andò fallita dopo poco e trovandosi purtroppo in una nazione, l'Italia appunto, dove l'apprezzamento del metal è dato soprattutto dai soliti generi e i soliti gruppi, mentre se sei un gruppo valido ma che proponi qualcosa di diverso, soccombi.
Questa è stata la loro sorte, ma vi assicuro che se questo cd fosse uscito in America, ora non sarei qui a parlarne in queste rubrica.
Come ci si aspetta da una premessa di questo tipo, l'album è violento, ossessivo, meccanico e tagliente, simile a "Demanufacture" dei Fear Factory del quale avrebbero solo da invidiare la produzione, non certo gli intenti.
La batteria è incalzante e martellante, la doppia cassa spesso non dà tregua, è come un treno in corsa, ma serve a sorreggere il cybernetico muro sonoro costruito sopra. L'elettronica presente nel disco contribuisce ad incupire il tutto, ma non si tratta di un uso "di sottofondo" degli effetti, bensì di un'integrazione rumorosa, digitale e disturbante che fa sembrare di essere in un'acciaieria a pieno regime, mentre esseri inorganici basati su chip al silicio si producono in ritmiche serrate e soli al fulmicotone ed un grosso altoparlante rigurgita con cattiveria parole e urla.
Questi sono, o meglio erano, i Flash Terrorist. Inutile dilungarsi in un track by track, cosa che tra l'altro odio, basti sapere che dall'opener Virtual Programmer alla tellurica Infected Molestor, sono 41min di cyberstupro auditivo, ma di qualità. Come se una donna venisse violentata da Rocco Siffredi: "Ahia....però yum!!"
VOTO:10