Gotthard

CD

Need To Believe

2009

Dati

Rilasciato Settembre 2009
Formato CD
Tipo New Millennium / Present
Area Area Rock
Durata 44:15
Numero di dischi 1
Recensore Lbguitar
Genere Melodic Hard-Rock

Recensione

Chi segue il rock sa quanto sia rischioso ispirarsi ai mostri sacri. Essere definiti “cloni” è più facile di quanto si creda. Gli svizzeri Gotthard non hanno mai nascosto le loro influenze, ad inizio carriera si cimentavano in ottime cover (“Hush”, “Come together” e “Immigrant Song” su tutte) che impreziosivano dischi di puro hard rock melodico. Con l’album “Lipservice” (2005) aggiornarono il sound inserendo synth e chitarre de-tuned.

 

L’ultimo “Need to Believe” prosegue questo filone e tutto sommato contiene alcuni pezzi degni di nota, anche se la mancanza di ispirazione comincia a farsi sentire.

Da sempre maestri nel creare melodie incantevoli, riff aggressivi e ballad strappamutande i Gotthard decidono di puntare tutto sui loro cliché, mostrandoci una personalità musicale genuina. Le lezioni di Whitesnake, Led Zeppelin, Bon Jovi, Europe, Queen e Alter Bridge sono state metabolizzate con rara maestria: il risultato finale ci consegna una band dall’identità precisa e originale capace di spaziare in varie direzioni.

Benedetti dalla presenza di due belve da palcoscenico come Leo Leoni (chitarra) e Steve Lee (voce), in questa prova in studio gli elvetici non ci fanno mancare niente: intro dal mood etnico (Shangri-La), orchestrazioni folk (Unconditional Faith), chitarroni graffianti (I don’t mind, Rebel Soul, Right from wrong e la bonus track Ain’t enough), melodie e ritornelli d’impatto (sempre Shangri-La, Need to believe, I know you know) e l’immancabile ma non esaltante lento (Don’t let me down).

 

Sinceramente mi aspettavo di più da questa band che amo molto, ci sono diversi punti in cui l’album sembra sottotono, a volte addirittura ripetitivo e prolisso (Tears to cry, Rebel soul, Unspoken words). Sound e produzione sono invece ai massimi livelli.

 

Chi volesse conoscerli meglio è pregato di procurarsi anche il best of “One team One spirit” e assistere ad un loro concerto dal vivo, situazione in cui si dimostrano impeccabili anche se avvezzi ad annullare date all’ultimo momento. A proposito: qualcuno conosce le vere ragioni di questo antipatico vizio?

VOTO: 5,5

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