Hardcore Superstar

CD

Beg For It

2008

Dati

Rilasciato Giugno 2008
Formato CD
Tipo New Millennium / Past
Area Area Rock
Durata 48:35
Numero di dischi 1
Recensore Lbguitar
Genere Hard-Rock, Glam-Rock

Recensione

Anche nei periodi più piatti si hanno delle sorprese inaspettate. Per esempio nel 2000 ho avuto un dejavu guardando la mitica Videomusic. Dopo inglesi che copiavano male altri inglesi e americani che mescolavano rappate con ritmiche thrash metal saltò fuori dallo schermo questo gruppo di svedesi che sembrava uscito dalla scena dark e glam degli anni '80. "Someone Special" e "Liberation" mi colpirono molto per la melodia ben sovrapposta ad un sound ruvido e sporco. Successivamente la sorpresa fu scoprire che facevano sul serio e sapevano suonare qualcosa di diverso.

In questo lavoro del 2009 il look e l'attitudine glam sono rimasti ma vengono messe in forte evidenza tendenze metal, grazie anche ad una produzione che dona al sound una botta veramente enorme. Il lavoro dietro l'album rivela infatti che si tratta di una nuova tappa nella carriera del gruppo: è il primo album ad uscire per la Nuclear Blast, la più importante etichetta heavy metal, e alle chitarre troviamo Vic Zino (ex Crazy Lixx) in sostituzione dell'originario Silver Silver.

 

La lunga introduzione "This Worm`s for Ennio" (Morricone, of course) propone un ottimo mix di sonorità acustiche e ricorda l'inizio dei migliori dischi dei Metallica ("Fight fire with Fire" da Ride the Lightning e "Battery" da Master of Puppets vi dicono nulla?). Tanto per chiarire le loro coordinate gli svedesi decidono subito di catapultarci nel presente grazie alla title track che sfodera tutto il loro arsenale di sapienti orchestrazioni di chitarra e ritornelli sparati dalla voce sporca di Jocke Berg, sempre all'altezza per tutta la durata del disco. "Take 'em all out", "Into Debauchery" e "Remove my brain" sono sintesi efficaci e potenti dell'attuale sound della band. Con la magnifica "Shades of Grey" e l'andamento vario di "Spit it Out" i quattro nordici dimostrano che c'è ancora qualcosa da dire in un genere che rischia sempre di risultare stucchevole. Nella ballad "Hope for a normal life" se la giocano benissimo grazie anche ad un fantastico e misurato solo di chitarra e inserti di piano e theremin. Il risultato è un brano melodico e d'atmosfera che mancava da anni nel repertorio della band. Con "Don't care 'bout your bad behaviour" e "Illegal fun" la bussola è orientata sui cliché sleazy, senza clamorose cadute nella banalità.

 

In definitiva il cd è molto bello e curato negli arrangiamenti, ci sono synth e chitarre acustiche di riempimento anche nei pezzi più tirati, i ritornelli vengono continuamente sostenuti da cori che donano ulteriore consistenza alle buone linee vocali. Dopo alcuni ascolti c'è il rischio di inciampare nella ripetitività, ma il risultato complessivo è sempre godibile. La produzione è eccezionale e rende il wall of sound della band in maniera decisamente possente. La conclusiva "Innocent boy" è sufficiente per dimostrare tutto questo.

Forse i puristi dello sleaze e dell'hard rock non apprezzeranno la virata metal che affiora dalle ritmiche di chitarra, ma dopo aver dettato legge per quasi dieci anni i quattro possono concedersi un po' di restyling al sound, soprattutto se fatto bene. D'altronde il rock può salvarsi solo così, equilibrando tradizione e innovazione. Gli Hardcore Superstar danno un contributo concreto per preservarne la faccia più “tamarra” ed esibizionista ed è proprio con band del genere che certe esagerazioni hanno ragione di (r)esistere nonostante il passare dei decenni.

VOTO: 7

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