Mr. Big

CD

Lean Into It

1991

Dati

Rilasciato Aprile 1991
Formato CD
Tipo Nineties / Past
Area Area Metal
Durata 46:09
Numero di dischi 1
Recensore Lbguitar
Genere Heavy Metal, Hair Metal, Pop Metal, Hard Rock, Aor

Recensione

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I Mr Big rappresentano una delle migliori rock band di virtuosi sopravvissute alle varie tendenze degli anni ‘80 e ‘90.

La differenza rispetto alle innumerevoli concorrenti è data dalla loro grande capacità di sintetizzare il meglio del rock anglo-americano, mettendo sempre in evidenza melodie e groove capaci di catturae al primo ascolto.

Gli ultimi concerti che hanno tenuto in giro per il mondo parlano chiaro: realizzare molte date sold out grazie ad un pubblico compreso tra i 15 e i 50 anni non succede per caso. E’ innegabile che il quartetto statunitense riesca a trasmettere molto di più rispetto a tanti rocchettari più o meno tecnici che riempiono le scuderie del rock.

Questo disco è un buon punto di partenza per capire le ragioni del successo di un gruppo di sboroni ultraquarantenni ormai ignorati da radio e tv dell’ultima decade.

Anche se non ve ne frega niente dei tecnicismi preparatevi a battere il piede e a cantare a squarciagola perché ogni secondo di questa musica è puro rock e lo spazio alle svisate estremamente limitato.

Su ritmiche rocciose i quattro giganti dimostrano grandi abilità nel songwriting e nella gestione delle dinamiche.

Fin dalle prime battute si capisce che la principale priorità della band è sempre stata la buona musica, relegando alla vetrina onstage le digressioni tecniche dei rispettivi showcase di scale, arpeggi, acuti e rullate a tutto spiano.

Dopo l’apertura d’impatto affidata a Daddy, Brother, Lover, Little Boy nel disco sono rintracciabili momenti più bluesy (Alive and Kickin’, A little to loose, Road to ruin) ed altri dalla chiara impronta pop (Green-Tinted Sixties Mind, Lucky this time, Never say Never, Just take my heart, To Be With You).

Tutti i brani sono sostenuti da ritmiche trascinanti, un uso semplice ma intelligente degli effetti sonori, melodie sempre oriecchiabili e originali.

Praticamente tutto ciò che nessuno si aspetta da un gruppo generalmente considerato per gli addetti ai lavori, i quali si renderanno conto che c’è da imparare molto di più da questo disco che non da sterili e lunghissime overture piene di strutture cervellotiche.

Voto:8

 

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