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Slash

CD

Slash

2010
Slash

Segnalibro

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Dati

Rilasciato Marzo 2010
Formato CD
Tipo 2010 / Present
Recensione inviata Giovedì 08 Luglio 2010
Area Area Rock
Durata 1:00:29
Numero di dischi 1
Data edizione 2010
Recensore Micky
Genere Hard Rock

Recensione

Non ha usato molta fantasia l’ex chitarrista dei Guns N’ Roses per il titolo del suo primo album solista.
Le fatiche sono state spese decisamente per altro. “
Slash” è un album che raccoglie ben 14 tracce per la realizzazione delle quali sono stati chiamati numerosi artisti del vecchio e nuovo panorama rock. Solo per citarne alcuni, troviamo Ozzy Osbourne, Fergie, Myles Kennedy, Chris Cornell, Lemmy Kilmeister, Dave Grohl.

In America è già amore: l’album, infatti, dopo una settimana dall’uscita, aveva raggiunto il terzo posto nella classifica vendendo 60.000 copie. In Canada invece è già disco d'oro con il primo posto in classifica mentre in Italia si è aggiudicato il sesto posto.
Slash” è stato anticipato dal singolo “By The Sword” che vede il nostro amato chitarrista chiamare al microfono Andrew Stockdale dei Wolfmother. Noto per la sua voce acuta regala al brano un ottimo alternarsi di tranquillità e potenza. Molto riuscito, a mio avviso, il riff di chitarra che ci canticchieremo spesso dopo aver ascoltato l’album. Di gusto l’assolo che ci ricorda chi è Slash e fa dissolvere i dubbi che potevano essere sorti alla notizia di un suo lavoro completamente da solista.
Un altro brano che dà spessore all’album è “
Crucify The Dead”, la seconda traccia che vuole come cantante Ozzy Osbourne. Pezzo piuttosto melodico che inizia con una chitarra appena accennata ed emozionante.
Le strofe sono dominate dalla voce di Ozzy che regala al tutto un’atmosfera gotica. Il ritmo diventa incalzante per esplodere a tutta potenza nel ritornello. Brano molto riuscito.
E, so che da me non ve lo sareste mai aspettato, devo dire che un’altra traccia che merita consenso è la numero tre, che vede la collaborazione di Slash con
Fergie dei Black Eyed Peas. Io per prima ero scettica quando ho saputo del “duetto”, ma ho dovuto ammettere che il pezzo ha molto tiro e coinvolge. Ovvio, si tratta di un rock “nuovo”, chiaramente adattato e influenzato dalla cantante. Questo è riscontrabile un po’ in tutte le tracce ed è, a mio parere, un punto di forza: Slash ha chiamato diversi artisti non solo per cantare i suoi brani, ma li ha chiamati anche perché questi regalassero qualcosa del loro stile alle canzoni.
Proseguendo troviamo la traccia numero quattro e prende forma la collaborazione che preferisco: quella con
Myles Kennedy degli Alter Bridge. Questa “Back From Cali” viene resa unica dal sound della voce di Myles; a mio parere pochi altri avrebbero potuto renderla meglio. Il brano si apre con la chitarra che introduce la voce, appassionata e chiara. Il pezzo prende quasi subito la grinta che vuole trasmettere, per giungere al ritornello riuscitissimo. Ottimo brano questo insieme all’altro con Myles: “Starlight”, una ballata commovente e penetrante. La voce di Kennedy è al top e regala emozioni davvero da brivido unite a quelle date da un assolo piuttosto classico ma che, proprio per questo, risulta molto rock! Uno dei brani migliori dell’album, grazie anche a questa azzeccatissima collaborazione che lo stesso Slash ha commentato con orgoglio.
Verso la fine dell’album arrivano di potenza le due tracce capitanate da
Kid Rock e M Shadows degli Avenged Sevenfold. “I Hold On”, il brano con Kid, ricorda per il ritmo la sua “All Summer Long”, niente di speciale ma orecchiabile. Migliore, a mio parere, è “Nothing To Say”, un po’ alla Metallica, decisamente grintosa e con un assolo vorticoso.
A concludere l’album troviamo “
We’re All Gonna Die” con Iggy Pop. Brano rock n’ rolleggiante, che ricorda un po’ i Velvet Revolver di “Libertad”. Pezzo forte: il ritornello, insistente e che rimane in testa.

Le collaborazioni nell’album sono tante e “Slash” è molto ricco di personaggi di rilievo. Non credo che con il tempo Slash si sia rammollito. L’album risulta buono, la sua chitarra si fa sentire e si può dire che, nell’attesa di trovare un nuovo cantante per i Velvet Revolver, il nostro “uomo col cilindro” si sia dato da fare. Se l’album fosse stata una delusione l’avrei scritto a caratteri cubitali visto che Slash è uno dei miei artisti preferiti.
So che molti non apprezzeranno il lavoro per vari motivi: un lavoro da solista può sembrare troppo alla “guitar-hero”, ci si aspettava un ritorno “alla Guns N’ Roses”, non vanno giù certe collaborazioni…
Sono tutti argomenti validi ma io penso che Slash sia stato coerente con quello che ha sempre mostrato di essere. Non vi è stato nessun cambio radicale di stile e le sue intenzioni rimangono chiare e precise.
La volontà di spaziare cercando l’alleanza di altri artisti ha dimostrato una certa apertura mentale che ha permesso di creare un buon lavoro.
Ora manca solo di ascoltare live qualche brano di “
Slash” nell’unica data italiana prevista per il 10 giugno a Milano con, si spera, Myles Kennedy alla voce.

VOTO: 7

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